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martedì 11 settembre 2012

Rolex Daytona: Cronologia e Referenze

Rolex Daytona: Cronologia e Referenze

Difficile, per certi versi impossibile, tracciare una cronologia esatta della produzione del Daytona. Questo perché nessuna ‘fonte ufficiale’ è mai arrivata a confortare i dati raccolti in anni di paziente lavoro da parte di appassionati e cultori di questo modello. Quello che segue è quindi uno schema ideale di quella che dovrebbe essere stata la sua storia.







1963
Questo è presumibilmente l’anno di nascita delle prime due referenze del cronografo Cosmograph “Daytona”(TOGLIEREI DAYTONA): la 6238 con la matricola conosciuta più bassa 866.XXX: la 6239 con la matricola 923.XXX. Da notare come in questo anno la produzione della Rolex abbia contato complessivamente, tra modelli tecnici (Oyster) e classici, circa 135.000 orologi, con matricole comprese da 865.XXX a 999.999.
All’interno del Daytona troviamo un movimento calibro 72B della Valjoux, 18.000 alternanze/ora, bilanciere Microstella a regolazione inerziale con spirale Breguet, numerato sulla platina principale in corrispondenza del bilanciere.
Per la prima volta(SULLA REFERENZA 6239) la scala tachimetrica lascia il quadrante per essere posta sulla lunetta esterna: quest’ultima, nei primi e rarissimi esemplari, aveva una(GRADUAZIONE DELLA LUNETTA CON) scanalatura particolare e viene comunemente soprannominata dai collezionisti come “intermedio 275”. Il quadrante era proposto in due varianti di fondo: nero e argento grenè, sempre con i contatori a contrasto.
Il quadrante era prodotto dalla Singer (Singer Jean & Cie SA, rue des Cretets 32, La Chaux-de-Fonds) e si caratterizzava tecnicamente per gli indici applicati tramite incollaggio con sistema Brevettato punzonato sul retro con la scritta ‘Singer Brevets AV’. I primi modelli avevano, sul quadrante, come particolarità: la doppia scritta Swiss, che in realtà una viene coperta dal rehaut interno e risulta quindi visibile (QUASI)esclusivamente quando l’orologio è smontato; l'underline, in pratica una linea bassa come fosse una sottolineatura, la quale sembra indichi l'utilizzo di materiali luminescenti per gli indici la cui a radioattività è contenuta nei limiti allora consentiti. I pochi modelli senza l’underline sono oggi considerati particolarmente rari. LA CORONA ERADA 6 MM (600) ED I PULSANTI A POMPA "BASSI" EREDITATI DAI MODELLI PRECEDENTI.
Per finire la cassa ed il fondello (QUASI SEMPRE punzonato 6238) sono uguali per entrambe le referenze. Si stima che nei quasi 9 anni di produzione ne saranno prodotti circa 14.000 crono 6239: solamente il 3% in oro, tutti gli altri in acciaio.








1964
Rolex produce in totale 105.000 orologi con la matricola da 1.000.000 a 1.105.000.Il Cosmograph ref. 6239 cambia il design della lunetta, sempre scala a 300 ma con suddivisione più semplice ,LE PRIME VERSIONI POTEVANO ABERE UNA FINITURA SATINATA RADIALE,LA VERSIONE DEFINITIVA L'AVRA' LUCIDA, il quadrante argenté viene prodotto nella versione Soleil E NERO MAT.
Rolex diventa cronometrista ufficiale del circuito automobilistico,compare la scritta DAYTONA sui quadranti. Posta sotto la scritta Rolex aveva una dimensione e un carattere grafico piccoli, la configurazione dei quadranti cambia, gli indici vengono applicati tramite castone e posizionati più verso il bordo esterno.
INIZIA L'ERA DAYTONA.















1965
Rolex produce in totale circa 169.000 orologi con matricola da 1.105.000 a 1.274.4XX.In questo periodo la scritta Daytona ha sempre la stessa posizione sotto la scritta Rolex ma la dimensione e il carattere sono più grandi.
Viene presentata la ref. 6240 con caratteristiche di impermeabilità maggiori garantite dai pulsanti a vite prima serie, battezzati millerighe dai collezionisti e realizzati in ottone nichelato. Nuova lunetta in plastica e nuovo quadrante con scritta Oyster(NON SEMPRE MONTATO SU QUESTA REFERENZA)(REFERENZA COMMERCIALIZATA SOLO IN ALCUNI PAESI QUASI A TESTARE IL GRADIMENTO, I PRIMISSIMI MODELLI MONTAVANO LA CORONA DI CARICA DA 6 MM , SUCCESSIVAMENTE LA CORONA DA 7 MM.
Sul finire del 1965 compaiono le prime cassa con profilo alla corona sporgente, realizzate per ospitare la nuova lunetta con inserto in plastica nera(CHE HA UN DIAMETRO LEGGERMENTE SUOERIORE A QUELLO DELLA LUNETTA ACCIAIO ED AGEVOLARE L'OPERAZIONE DI RICARICA), che conierà la nuova ref 6241.
Sempre in quest'anno risultano prodotti i primi quadranti Paul Newman, bianco due colori per il 6240 e nero tre colori con la prima scritta Daytona in rosso sopra il contatore ad ore sei.
Per quanto riguarda le meccaniche, il calibro 72B viene rinominato 722 senza apportare modifiche SIGNIFICATIVE




















1966
Le casse prodotte per la ref. 6239 e 6241 hanno il profilo alla corona sporgente. Viene introdotta la lunetta per il 6239 con scala a 200. Rolex produce in totale circa 212.000 orologi con matricola compresa tra 1.274.XXX e 1.486.XXX.






1969
La produzione Rolex è in quest’anno di circa 297.000 orologi, compresi nelle matricole da 1.944.XXX a 2.241.XXX.
Vengono presentata le referenze 6263 e 6265, prodotte in oro 18 Kt, in oro 14 Kt e in acciaio. Al loro interno il calibro 727 da 21.600 alternanze/ora. Le casse del Daytona sono ora garantite impermeabili fino a 50 metri in immersione grazie ai pulsanti e alla corona a vite. Le primissime serie montavano la corona gruppo 700,(7MM)identificabile immediatamente per avere in rilievo la corona a 5 punte Rolex sul lato esterno. I pulsanti dei primi modelli sono inoltre realizzati, per le versioni in acciaio, in ottone nichelato ed hanno una particolare finitura con delle incisioni verticali molto ravvicinate(EREDITATE DAL PRECEDENTE MODELLO 6240), che ne favoriscono la presa, comunemente conosciuta come "millerighe". La cassa verrà a sua volta definita "bassa" dai collezionisti, per differenziarla da quella della seconda serie di maggiore spessore.
I quadranti, delle versioni con i pulsanti a vite, riportano la dicitura Oyster, ma senza la scritta Daytona. Le versioni con cassa in oro generalmente recavano la dicitura di cronometro certificato dal COSC indicato, tranne rare eccezioni dei primissimi modelli. Nei quasi 20 anni di produzione delle due referenze si stima che siano stati prodotti circa 24.000 crono Daytona in acciaio e meno del 10% in oro.
Il COSC (Contrôle Officiel Suisse des Chronomètres, organismo fondato nel 1973) rilascia il titolo di ‘cronometro’ a ogni orologio depositato nei suoi uffici di controllo e che sia stato sottoposto con successo a 15 giorni di prove sulla precisione e sulla stabilità del funzionamento in 5 posizioni e a temperature diverse. Il COSC è un’associazione senza scopo di lucro dei cinque cantoni della Svizzera: Berna, Ginevra, Neuchâtel, Soleure e Vaud, la cui sede si trova a Chaux-de-Fonds. Gli uffici di controllo del COSC, che si trovano a Bienne, Ginevra e a Le Locle, procedono ai test ufficiali sull’esattezza del funzionamento degli orologi che vi sono sottoposti. Il certificato è rilasciato individualmente e non per un modello o per una gamma.










1970
In quest’anno la produzione totale Rolex è di 347.000 orologi circa, compresi nelle matricole 2.589.XXX e 2.890.XXX.
Vengono prodotte la referenze 6262 e 6264,ULTIMA REFERENZA PER I MODELLI CON TASTI A POMPA: il primo con la lunetta tachimetrica in acciaio, il secondo in plastica nera. monta il calibro 727 di ultima generazione. Il quadrante dedicato ha la scritta Daytona sul contatore ore ad ore sei.


1972
La produzione totale Rolex è di 309.000 orologi circa, compresi nelle matricole 2.890.XXX e 3.200.XXX.
Sulla cassa del Daytona viene introdotta la nuova corona 701 (con il relativo tubo), facilmente riconoscibile grazie alle tre sfere in rilievo sotto il logo Rolex, che migliora sia l’affidabilità che la garanzia dell’impermeabilità. I pulsanti cronografici adottati, nella versione in acciaio, sono i 24-P301.






1975
La produzione totale Rolex è di 253.000 orologi circa, compresi nelle matricole 3.862.XXX e 4.115.XXX.
Vengono introdotti I quadranti con la scritta ‘Daytona’ in rosso, stampata sopra il contatore a ore sei.

1976
La produzione totale Rolex è di 143.777 pezzi circa, compresi nelle matricole 4.115.XXX e 4.259.XXX, e 5.000.000 fino a 5.084.XXX, questo perché FU' PENSATO DI DESTINARE le FUTURE numerazioni intermedie mancanti a casse per la seconda fornitura, in pratica i ricambi.
Ultimo anno che viene montato, negli Stati Uniti, il bracciale rivettato. La produzione quindi si uniforma completamente con il bracciale ‘blindato’ 78350 a maglie piene. I finali dedicati a questa referenza sono il nr. 571.

1977
La produzione totale Rolex è di 228.000 pezzi circa, compresi nelle matricole da 4259.XXX e 4.275.XXX, e da 5.084.XXXX a 5.431.XXX.
Viene introdotta una nuova corona Oyster a vite ancora più performante, la 702.

1981
La produzione totale Rolex è di 211.000 pezzi, compresi tra le matricole 6.558.XXX e 6.769.XXX, alle quali si aggiungono circa 18.780 pezzi, compresi tra le matricole 4.353.XXX e 4.372.XXX.
L'ultimo numero seriale non di fornitura sarà il 4.372.XXX, commercializzato proprio nel 1981.
La cassa del Daytona AUMENTA DI SPESSORE, mentre la tradizionale dicitura ‘Registered Design’ viene sostituita dal nuovo ‘Original Rolex Design’.PER DECORRENZA DEL BREVETTO.



1982
Adozione della nuova corona 703 Triplock e dei nuovi pulsanti 302.

1984
LA SOMMATORIA DELLE MODIFICHE APPORTATE NEGLI ANNI ,PORTA AD INDICARE PER LA PRIMA VOLTA
,Nelle brochure ufficiali ,l'impermeabilità a 100 mt delle referenze 6263 e 6265.


1986
La produzione totale Rolex è di 707.000 pezzi, con la matricola da 9.154.XXX a 9.861.XXX.
Vengono presentate le versioni per l’epoca più sfarzose: la ref 6269 e la ref. 6270, con cassa in oro 18 Kt, lunetta e quadranti impreziositi da diamanti a taglio brillante o baguette.




1987
Produzione totale Rolex 483600 circa con le matricole 9.861.XXX a 9.899.XXX. Raggiunti i 10 milioni di pezzi, all’inizio della numerazione viene aggiunta una lettera. La scelta della prima lettera da adottare cadrà sulla ‘R’di Rolex, per poi far seguire la ‘L’, la ‘E’ e la ‘X’. Viene omessa solamente la ‘O’, in quanto troppo simile ad uno zero. Quindi sempre nel 1987 avremo le matricole R200.000 a R644.XXX.




1988
Anno epocale per il Daytona: con la ref. 16520, presentata in primavera durante il Salone di Basilea, viene abbandonato il movimento a carica manuale, preferendogli un moderno automatico. La scelta cade su di una base El Primero della Zenith, pesantemente modificato dalla Rolex che lo rinomina cal. 4030.
Il nuovo Daytona viene prodotto in acciaio, oro e per la prima volta in acciaio e oro. Vetro zaffiro, impermeabile , di generose dimensioni si trasformò immediatamente in un vero e proprio fenomeno commerciale, con la conseguenza di lunghe liste d’attesa dai concessionari, ed un prezzo ‘reale’ di gran lunga superiore a quello di listino. I primi modelli avevano la lunetta incisa a 200, e il quadrante stampato bianco o nero, con 5 scritte staccate. Ne furono realizzate anche delle versioni con fondo bianco smaltato ‘grand feu’.
Da notare come alcuni dei primi Daytona presentino un numero seriale assimilabile alla produzione del 1987, questo perché le casse, per far arrivare l’orologio nelle concessionarie immediatamente dopo il salone, furono necessariamente realizzate l’anno precedente alla presentazione ufficiale dello stesso. Si consideri, a questo riguardo, che negli anni ’80 il tempo medio per lo sviluppo ,PROGETTAZIONE E TEST di un modello così ‘radicalmente’ nuovo (cassa e movimento), non erano inferiore ai quattro anni.













1989
Il Daytona ref 16520 cambia la grafica della lunetta, portando l’inizio della scala tachimetrica a 400 unità per ora (UPH): i primi modelli documentati con le matricole da L3 IN POI (OVVIAMENTE HANNO CONVISSUTO CON LA VECCHIA LUNETTA ANCHE SUCCESSIVAMENTE) hanno la particolarità dell'intermedio a 225. Il quadrante ha una grafica cosiddetta ‘transizionale’ definita anche ‘a 4 scritte’: viene omessa la scritta Officially Certified nei seriali approssimativi da L2 a L4. Non è inoltre raro trovare dei pezzi con le caratteristiche mescolate tra di loro.







1990
La lunetta assume la sua scala tachimetrica definitiva, con intermedio a 240 e inizio a 400. Il fornitore di quadranti per Daytona è sempre la Singer, ma sono stati cambiati vari batch e QUINDI si possono trovare grafiche DIFFERENTI.

1992
Per la prima volta viene presentato, con la ref. 16518, un Daytona in oro con cinturino in coccodrillo. La grafica dei quadranti cambia: i numeri dei contatori non sono più disposti radialmente e prende il sopranome di ‘6 diritto’.lA GHIERA HA UNA GRAFICA DEDICATA AL MODELLO.




1994
Viene introdotto il nuovo bracciale con finitura lucida e satinata e chiusura deployante di sicurezza Flip-Lock.






1995
Su alcuni quadranti neri, la zona perimetrale esterna dei contatori vira al marrone: non si tratta di una variante voluta da Rolex ma di un ossidazione naturale che porta a questa particolare colorazione.








1997
Viene presentata la nuova referenza 16519 con cassa in oro bianco e cinturino in coccodrillo. Il quadrante è disponibile in diverse varianti, mentre la cassa E LA GHIERA può essere arricchita da pietre preziose.
Su alcuni seriali T che montano il quadrante nero si possano trovare i contatori virati al marrone.




1998
Cambia il materiale fosforescente usato all’interno degli indici e delle lancette: esce di produzione il trizio, indicato ad ore 6 con la scritta T posta prima e dopo lo Swiss Made, e gli subentra il Luminova.
Sul finale di serie viene montato il nuovo bracciale con finali solid-end-link (sel).





2000
Esce di produzione il Daytona 16520 e entra il nuovo modello 116520, presentato a marzo durante il Salone di Basilea, con cassa ridisegnata, anse lucide e bracciale a maglie piene. Parallelamente viene presentato il nuovo movimento cronografo di manifattura Rolex calibro 4130 con spirale Parachrom anch’essa di manifattura. Cambiano anche le grafiche dei quadranti e la disposizione dei contatori supplementari, che ora si presenta in stile Lèpine con i piccoli secondi al nove, mentre nel 16520 era ‘Hunter-style’ con i piccoli secondi al sei. Si nota su alcuni esemplari della prima serie con quadrante bianco, la tendenza a virare al color avorio.












2002
Vengono presentate: con la ref. 116.519, la versione in oro bianco con il quadrante in meteorite naturale; con la ref. 166518, la versione in oro giallo con il quadrante in madreperla naturale nera. Verrà successivamente commercializzata una serie speciale soprannominata ‘beach’, con quadranti in pietra (crisoprasio o turchese), madreperla gialla o rosa e cinturino in lucertola abbinato nello stesso colore.

2004
A Basilea la Rolex riesce ancora una volta a stupire il mondo dell’orologeria, grazie all’originale Daytona ref. 116598 SACO con quadrante e bracciale leopardato e pietre preziose incastonate su cassa, lunetta e quadrante.







2005
Viene presentata la ref. 116509, con cassa e bracciale in oro bianco; il quadrante ha il fondo nero, con la scale e le lancette dei contatori in rosso O ARGENTO E NUMERI ARABI.
Da quest’anno il calibro 4130 monta la versione Blu della molla-spirale Parachrom.

2007
Su tutta la circonferenza del rehaut interno al quadrante, viene inciso il marchio Rolex ED A ORE 6 LA MATRICOLA, Si tratta dell’ennesimo escamotage per rendere l’orologio sempre più difficile da falsificare.

2008
Viene presentata la ref. 116505, con cassa e bracciale in oro Everose (rosa). ANCHE IL QUADRANTE E' IN ORO MASSICCIO

2009
Nuova chiusura di sicurezza 78490 del bracciale Oysterlook, che grazie al suo nuovo disegno si apre e si chiude con maggiore facilità, mentre la lunghezza, grazie al sistema Easylink, può essere ora regolata personalmente per garantire una perfetta aderenza al polso. Vengono inoltre presentate due nuove versioni impreziosite con diamanti e pietre preziose.

2010
All’inizio dell’anno, prima del Salone di Basilea, erano in catalogo 17 varianti del Daytona: ref. 116520, cassa in acciaio, bracciale Oysterlock sempre in acciaio, quadrante bianco; ref. 116523, cassa e bracciale in acciaio e oro giallo, quadrante argentè oppure madreperla gialla con diamanti; ref. 116528, cassa e bracciale in oro giallo, quadrante nero oppure in madreperla nera con diamanti; ref. 116518, cassa in oro giallo, cinturino in pelle con fermaglio pieghevole di sicurezza in oro, quadrante blu oppure bianco e nero; ref. 116509, cassa e bracciale in oro bianco, quadrante nero; ref. 116519, cassa in oro bianco, cinturino in pelle con fermaglio pieghevole di sicurezza in oro, quadrante bianco e nero, smaltato bianco, ardesia, in meteorite, in madreperla nera con diamanti; ref. 116505, cassa e bracciale Everose (oro rosa), quadrante rosa oppure nero; ref. 116599TBR, cassa in oro bianco, cinturino in pelle con fermaglio pieghevole di sicurezza in oro, lunetta con 36 diamanti a taglio baguette incastonati, quadrante e zona tra le anse con pavé di diamanti; ref. 116589RBR, cassa in oro bianco, cinturino in pelle con fermaglio pieghevole di sicurezza in oro, lunetta con pavé di diamanti a taglio brillante, quadrante in madreperla bianca con diamanti.







Questo e' un riassunto della mia Cronologia pubblicata su ULTIMATE ROLEX Daytona di Pucci Papaleo.





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Stefano Mazzariol

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