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giovedì 16 agosto 2012

Vintage Watches & co.

I segnatempo d’epoca sono orologi da collezione  e catalizzatori di sensazioni.

Se anche voi, come me, credete che il fascino del vintage abbracci ogni cosa e ne accresca il valore, trasmettendo le emozioni che solo un orologio vintage può dare, potrete facilmente comprendere cosa significhi per me collezionare oggetti vintage come gli orologi che scandiscono il tempo e che, paradossalmente, sono senza tempo.
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Vintage timepieces are both collectible watches and catalysts of feelings.

If you, like me, believe that the charm of vintage embraces everything and increases its value, conveying the emotions that only a vintage watch can give, you can easily understand what it means for me to collect vintage items like clocks that mark the passage of time and that, paradoxically, are timeless.















l tempo modifica gli oggetti rendendoli unici e donando loro lo stile di un’epoca. La patina del tempo che avvolge i nostri ricordi più cari, li trasforma in testimoni di un periodo storico, in oggetti “cult” sempre più esclusivi perché, di fatto, ormai irriproducibili.
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Time changes objects making them unique and giving them the style of an era. The patina of age that envelops our most dear memories, transforms them into witnesses of a historical period, into "cult" objects becoming more and more exclusive because they are, in fact, irrreproducible.







Guardando un oggetto Vintage degli anni ‘50 ,‘60 ,70mi perdo nei miei pensieri, osservando quanto questi gioielli del passato siano stati impreziositi dal trascorrere del tempo.
Il collezionismo di oggetti, sia contemporanei che VINTAGE, nasce dal desiderio di contornarsi di testimonianze specifiche. Va da se che, ogni collezionista, degno di tale appellativo, inizi ad effettuare studi e ricerche, relative ai propri oggetti. Il collezionismo di orologi, particolarmente VINTAGE, implica studi approfoniti, in quanto essi, più che altri oggetti, portano gli stilemi dell' epoca alla quale appartengono.
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Looking at Vintage object from the 50s, 60s, or 70s I lose myself in my thoughts, noting how much these jewels of the past have been enriched by the passage of time.
The collecting of objects, both contemporary and VINTAGE, is born from the desire to surround one’s self with specific examples. It goes without saying that every collector worthy of that name, begins to do studies and research relative to the objects of their desire. The collectors of watches, particularly VINTAGE, implies in-depth studies, since they, more than other objects, bear the styles of the era to which they belong.




Non starò qui a dilungarmi, ma cito solo qualche esempio: i CARRE', tanto in voga negli STATI UNITI, durante gli anni '30 - 40, o, i CRONOGRAFI, carichi di dinamismo e di vigore, negli anni '40 - 50, e, così via. Collezionare orologi VINTAGE fa tendenza, ma, purtroppo spesso, si vedono orologi, talvolta bellissimi, penalizzati da elementi, quali corone, cinturini, quadranti etc. etc., inadatti  od anacronistici!  Quindi, cerchiamo di riportare i nostri VINTAGE all' originaria integrità, essi non mancheranno mai di trasmetterci PIACEVOLI EMOZIONI!
  Quasi una reazione all’imposizione del total look spersonalizzante, la moda vintage impazza ovunque.
Mercatini, fiere dell’usato, negozi e internet. Tanti i siti in cui si possono visionare oggetti vintage più o meno griffati.

Comprare  vintage è un’attitudine, è necessario sapere dove andare e cosa cercare. Il web ci aiuta a scoprire le location delle fiere, dei mercatini e dei negozi dedicati, ma poi bisognerà essere bravi a seguire l’istinto del momento e scovare l’oggetto giusto.
Non è semplice orientarsi in questo mondo, c’è bisogno di conoscere sia il mercato del vintage, per dare il giusto valore al pezzo.
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I don’t want to dwell on this point here, but I will cite a few examples: the CARRE ', so popular in the U.S. during the 30s – 40s, or the CHRONOGRAPHS, so dynamic and full of vigor in the 40s – 50s, and so on. Collecting Vintage watches sets trends, but, unfortunately often we see beautiful watches, penalized by elements such as inappropriate or anachronistic crowns, bracelets, dials etc.! So we try to return our VINTAGE to its original integrity and they will never cease to send us PLEASANT EMOTIONS!
   Almost as a reaction to the imposition of the totally depersonalizing look, vintage fashion creates a craze everywhere.
Markets, fairs, shops and internet; so many places where you can find vintage objects of varying designer prestige.
Buying vintage is an attitude; you need to know where to go and what to look for. The web helps us to discover the location of fairs, markets and dedicated shops, but then we must be good at following our instincts at the right moment and finding the right object.
It is not easy to find your way around in this world, we need to know both the market and vintage, to assess the right value to the piece.







Ascoltiamo le cover, guardiamo telefilm con i colori degli anni Sessanta, scegliamo oggetti che hanno il sapore di un' altra epoca. Nessuno si sogna di desiderare cose vecchie eppure la nostra anima è diventata vintage.
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We listen to cover songs, watch shows with the colors of the sixties, we choose objects that have the taste of another era. Nobody dreams of wanting old things, yet our soul has become vintage.






























Così se il cellulare ci strappa dal luogo in cui siamo per portarci in un territorio comune che ha il solo difetto di non esserci, "vintage" è quanto ci àncora alla rassicurante dimensione perduta di un passato che ha più senso del presente, è più caldo e più accogliente: una suoneria che ci ricorda il telefono di casa di trent' anni fa ci piace perché evoca quella casa e lì ci riporta, per un attimo, e non importa se in quella casa ci siamo stati veramente. Il vintage non è uno stile, è una forma che organizza la nostalgia. 
Perché la forma del passato è il contenuto di un presente che urge e latita allo stesso tempo. 
Ma che si presta a essere riempito di cose ideali. Un eterno presente bulimico di momenti fondanti, di toppe pregresse di senso. Il vintage è questo snodo parossistico del pensiero che cerca se stesso e si ritrova dappertutto, saturando il quotidiano di un' origine che è anche impulso all' acquisto e dunque perfetto, ideale anche troppo marchio di fabbrica, quello nostro, di umani in cima a qualcosa che reclama il proprio passato per raccontarsi: com' era bello quando etc. 
oggi è il vintage come piacere di una mitologia delle origini di un tempo impazzito e che corre, attualmente, troppo; ed è anche il ripiegarsi su se stesse di cose tanto invasive quanto minacciose. Se il computer di ultima generazione si "traveste" da macchina da scrivere per strapparci un sorriso ma anche per esorcizzare la sua minaccia di novità in perenne mutazione, è per abbandonarsi a una mitica infanzia degli oggetti che fa tornare bambini gli utenti di cose immaginate come persone. 
“Quando il computer era piccolo” è l' inizio del racconto sottinteso al camuffamento del vintage telematico e lo stesso vale per l' iPhone che tra le sue applicazioni più scaricate ha quella che riproduce il vecchio telefono a rotella... le cose hanno un passato e lo condividono con noi e quel passato è un mito. 
Proviamo a raccontarla, questa storia, in termini più generali: “Quando i supermercati dell' anima erano piccoli le merci erano bambine”... È una bella storia appena appena terrificante ma piena di essere e di sorprese nella quale chiunque, in Occidente, ha il piacere di ritrovarsi, ed è una storia (un mito) che esprime un doppio movimento che, attraversando i secoli, ha trovato, nell'idea di vintage, la sua ipostasi merceologica. 
L'uomo ha dapprima creato gli oggetti perché fossero gli utensili con il quale costruire il proprio mondo e, attraverso quegli oggetti, è presto arrivato a costruirne altri che hanno informato i precedenti di umanità: erano gli albori dell'arte e della storia. 
il vintage non è altro che fenomenologia dello spirito delle merci, quelle merci che saturano il nostro orizzonte di senso, e che compriamo per estendere quel senso a noi stessi. La Pop art, all' inizio del periodo che abbiamo sopra considerato come fondante (il secondo dopoguerra dello scorso secolo), ha nobilitato il quotidiano, lo ha visto per quello che era, in Occidente: una sequela di merci umanizzate (le lattine di Coca-Cola e di Campbell's, ad esempio) e di persone mercificate (ridotte a icone commerciali: su tutte, Marilyn).
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So if our mobile phone wrenches us from where we are to take us to a common place whose only defect is that it is not “here”, "vintage" is what anchors us to the reassuring lost dimension of a past that makes more sense than the present, is warmer and more inviting: we like a ring tone that reminds us of the home phone from thirty years ago because it evokes memories of our home and takes us back if only for a moment, and it doesn’t matter if we were really in that house or not. Vintage is not a style, is a mold that organizes nostalgia.
Because the mold of the past is the contents of a present that urges us on and yet remains hidden at the same time, but that lends itself to be filled with ideal things. An eternal present, bulimic with founding moments and bygone patches of meaning. Vintage is this paroxysmal union of thought that seeks and finds itself everywhere, saturating daily life with an origin, which is also an impulse to find the perfect, almost too perfect trademark, ours, the humans at the peak of something that recalls their own past saying: “how great was it when” etc.
Today it is vintage, as the pleasure of a mythology of the origins of a crazy time, which is running too fast and is also folding in upon itself due to things that are as invasive as they are threatening. If the latest generation computer "disguises" itself as a typewriter in order to steal a smile but also in order to exorcise its threat of innovation in perpetual mutation, is to abandon one’s self to a mythical childhood filled with objects, making users who assign almost a human value to objects today, return to the simpler time of their childhood.
"When the computer was young" is the beginning of the implied story of camouflaging vintage electronics and the same goes for the' iPhone which among its most downloaded applications has one that reproduces the old rotary phone ... things have a past and share it with us and that past is a legend.
Let’s try to tell this story in more general terms: "When the supermarkets of the soul were small, the goods were little girls" ... It's a nice story but just a little scary and full of surprises which anyone in the West, has the pleasure of finding themselves, and is a story (a legend) that expresses a double movement which, through the centuries has found, in the idea of ​​vintage, its merchandising application.
Man first created objects because they were the tools with which to build their world and, through those things, soon came to build others that have informed the history of humanity: they were the beginnings of art and history.
Vintage is nothing but the phenomenology of the spirit of goods, those goods that saturate our horizon with meaning, and that we buy to extend that meaning to ourselves. Pop Art, at the beginning of the period that we have considered above as the foundation (the second post-war of the last century), has ennobled the newspaper, saw it for what it was, in the West: a sequence of humanized goods (cans of Coca-Cola and Campbell's for example) and people as commodities (reduced to commercial icons: above all, Marilyn).









 
Nell'anima di un computer c' è una macchina da scrivere. 


E in quella di un iPhone c' è un telefono a rotella e noi, noi viviamo in un mondo di merci adulte capaci, con perfida poesia, di ritornare quello che un tempo sono (o vogliamo che siano) state: piccoli, teneri e sprovveduti virgulti di un mondo delle cose ancora candide, ancora ingenue. 
I nostri amati orologi vintage, di qualsiasi marca, rappresentano nel nostro animo un nostalgico"..c'era una volta.."e tutti speriamo sempre nel lieto fine.
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In the soul of a computer lies a typewriter.
And in that an iPhone there is a rotary phone and we, we live in a world of matured merchandise capable, with wicked poetry, to return to what once were (or we want to have been): small, tender and inexperienced shoots of a world full of things that are still pure, still naive.
Our beloved vintage watches, regardless of the brand, represent in our hearts a nostalgic ".. once upon a time .." and we always hope for a happy ending.


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Stefano Mazzariol

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