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martedì 30 giugno 2009

Rolex ref 4048, il" barilotto"



Stefano Mazzariol & Silvio Tarabella


Al momento non ricordo quale storico o filosofo dicesse che “colui che ignora la storia è costretto a riviverla, dunque imperativa è la sua conoscenza per comprendere il presente e, con discreta approssimazione, far previsioni future”.
Riteniamo ,pertanto, la conoscenza della storia molto utile anche nel settore degli orologi o, per meglio dire, del vintage tanto da poter meglio comprendere l’origine delle pulsioni che spingono i vari produttori a modificare forme, metalli e colori per creare modelli sempre nuovi e, perlomeno nell’intenzione,di renderli più affascinati ma sicuramente anche più perfetti.
Prendendo spunto da una tale premessa ci è venuto il desiderio di parlare di un antesignano che, metaforicamente, definiremmo un trisavolo del Daytona attuale ovvero del crono ref. 4048.
Questo modello nato agli inizi degli anni ’40 si presentava come il primo crono a tre contatori con le note e già da tempo brevettate caratteristiche “Oyster” per quanto riguarda l’impermebilità della cassa e del relativo bottone di carica con una forma particolare che risulta, agli occhi di chi scrive, estremamente desueta ed affascinante ovvero molto bombata, quasi curva, vetro incluso, e tale da meritargli, nel modo vintage odierno, il simpatico nomignolo di “barilotto”.


Il suo fondello appare piatto e molto simile tipologicamente a quello dei primi ovetti ovvero , per meglio intenderci, dei celebri 3130 e 3131 con sopra ed all’esterno riportato, proprio come per questi ultimi, il seriale progressivo dal caratteristico font anni ’30.

Come già detto, per le sue forme molto arrotondate e morbide questo crono appariva, rispetto al suo coetaneo e piu' longevo, in quanto prodotto per maggior numero di anni (10 circa) ,3525(sopranominato bariletto), oltre che morfologicamente differente anche più completo in quanto munito di un terzo compax ad ore 6 , contatore delle ore, che il 3525 non aveva.
Il suo calibro e' un ValjouxVZH 13" crono a carica manuale ed anche qui i pulsanti cronografaci erano naturalmente a pompa.


Il 4048 risulta uno dei crono più rari mai prodotti da Rolex e, da fonti di certa attendibilità, sembra che tra le versioni in oro ( giallo e rosa) e quelle in acciaio non siano state superate le 200 unità.
Fu prodotto all’incirca dalla fine degli anni 30 per circa 3/4 anni .
I pochi esemplari originali di questo crono apparsi nelle Aste od al polso di collezionisti dal palato fine avevano, usualmente, una classica tipologia di quadrante con riportate scale di misurazione telemetriche e molto, molto più raramente pulsometriche e/o spirometriche di cui, personalmente, abbiamo veduto un solo esemplare con tale rarità di scala;
quello da noi pubblicato ha ancora una tipologia di quadrante differente, probabilmente montato successivamente ed in perfetto
accordo con la filosofia della Maison che cercava di continuo
innovazioni e migliorie per i propri modelli.
In questo specifico caso , infatti, si può notare un tentativo di
sperimentare grafiche diverse ed innovative ove si tenta di sostituire
la tipica grafica ad archetto della scritta "Rolex Oyster" dei 4048
fino ad allora prodotti con una più moderna grafica lineare che, in
seguito, vedremo appartenere con ogni buon diritto ai più tardi
modelli 4537 e proseguire fino ai 6034 e ,forse, fin'anche ai 6234 .
La grafica abbastanza desueta per un crono in quanto priva di qualsiasi scala e con indici di tipica forma usata fine anni ’40 ovvero a cuspide , nobilitato splendidamente da una eccezionale patina del tempo color avorio.

Scritta Swiss ad ore 6 invece di Swiss made o Fab. Suisse
Indici e logo realizati a pressione direttamente della base, cioe' di un pezzo unico.

L’orologio presenta, inoltre, magnifiche sfere ore-minuti a gladio azzurrate e colore degli indici d’acciaio.


Sul suo quadrante è riportata la regolare scritta “Oyster” che indica l'utilizzo di una cassa e corona a vite nell’intento della Maison di garantire un certo grado d’impermeabilità, nonché la scritta “ Amti-magnetic” ad indicare l'utilizzo di materiali antimagnetici del suo movimento.
Sempre il modello in questione si presenta corredato di uno splendido bracciale “chicco di riso” prodotto dalla celebre manifattura G&F ( Guy Freres) che produceva bracciali per le più prestigiose Maison dell’epoca Patek inclusa.




Venendo alle considerazioni finali ed osservando attentamente l’oggetto del nostro articolo si può tranquillamente dedurre come, già settanta anni orsono, Rolex fosse particolarmente attenta a due parametri costruttivi riuscendo a coniugarli perfettamente ed in modo assolutamente armonico ovvero la forma e la funzione.
L’aspetto del 4048 , infatti, fin dal primo sguardo fornisce una sensazione di sicurezza ermetica proprio grazie anche alla sua forma quasi a bolla che ricorda, con una buona dose d’astrazione approssimativa, la sicurezza stagna di certi oggetti navali adusi allo scopo il tutto, come ripetiamo, amalgamato in una struttura di bellezza comparativa e di assoluto fascino, migliorato da un colore che solo il tempo sa' dipingere.
A chiosa di quanto finora esposto è spontanea la riflessione di come gli oggetti, a qualsiasi tipologia o categoria essi possano appartenere, come questo crono siano degli esempi straordinari di “senza tempo” o, per dirla meglio, e citando un passo del memorabile romanzo “Il ritratto di Dorian Gray” dell’altrettanto celebre scrittore ed aforista O.Wilde, “La bellezza è l’unica cosa su questa terra che neppure il tempo può distruggere né modificare”.



Stefano Mazzariol





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