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lunedì 11 maggio 2009

Rolex PRINCE

Rolex PRINCE



Stefano Mazzariol & Silvio Tarabella


Un classico per eccellenza della produzione Rolex e da sempre tra i modelli piu' ricercati dai collezionisti di tutto il mondo ma, oggigiorno, piuttosto snobbato e disatteso.
Le sue origini prendono avvio da eventi celebranti il connubio tra il design e la gioielleria dell'orologio da polso svoltisi tra il 1920 e il 1929 uno dei quali fu la la fiera campionaria Svizzera di Ginevra,
un altro l’esposizione delle arti decorative di Parigi che tenne,inoltre, a battesimo il nascente stile dell’ l'Art Deco' ed infine l'esposizione universale di Barcellona.


I

Hans Wilsdorf ne fu', da par suo, l’incontrastato ideatore e protagonista tanto che , nel 1925, un Rolex con movimento di forma ottenne il certificato Kew di classe A divenendo così il cronometro piu' piccolo mai certificato; nel 1926,invece, Wildsdorf brevettò la cassa Oyster,l'unica a permettere la fabbricazione in serie di un orologio impermeabile.
Grazie a questo e ad altri massicci investimenti pubblicitari legati ad imprese sportive di risonanza mondiale come ad esempio quella di Mercedes Gleiz ,Rolex non risenti' della depressione di quegli anni.
Negli anni ‘20 Hermann Aegler, già fornitore di movimenti per Rolex,divenne azionista Rolex e nel 1928, grazie ancora ad una macchina sviluppata da lui stesso( cal 877) e in collaborazione con la Gruen, le due case lanciarono sul mercato la moda degli orologi da polso di forma, come i Prince per l'appunto, con doppio quadrante definiti anche “Doctor watch” per la netta separazione della trotteuse dei secondi continui dalle sfere ore/minuti che permetteva,in tal maniera, al medico una lettura più agevole del battito cardiaco.
Gruen Tecni Quadron:
Rolex Prince:




Da rilevare inoltre come questa nuova nonché rivoluzionaria tipologia di quadrante richiedesse, all’epoca, un preciso brevetto.


Price Sporting:
Courtesy Bruce Ellison



Per un accordo commerciale l'esclusiva per l'Europa spettò a Rolex che lanciò,in contemporanea, la collezione con il marchio PRINCE mentre negli Stati Uniti il brevetto venne concesso a GRUEN che titolò il proprio modello TECHNI QUADRON.
Come sempre Rolex tenne molto alla precisione di questi movimenti impiegando componenti di primissima qualita' per il bilanciere con viti di regolazioni in oro/ platino nonché spirali breguet e sottoponendo il tutto a rigorose ed obbligatorie severe regolazioni per ottenere il certificato di precisione cronometrica.





La storia ci ricorda inoltre che, nel lontano1936,un intera serie di 500pz ordinati per celebrare i 25 anni del regno di GiorgioV d’ Inghilterra , esaminati presso l'osservatorio di Bienne, ricevette la menzione d’onore per i risultati particolarmente buoni.
Un movimento di cosi' ridotte dimensioni vantava una precisione inusuale grazie anche alla razionale distribuzione degli organi meccanici dislocando il bilanciere ed il bariletto ai due lati opposti invece che in zone limitrofe o, addirittura, di contatto.
.La riserva di carica era di circa 52 ore, 15 o 17 rubini erano presenti nel modello con movimento OBSERVATORY,scappamento ad ancora laterale, bilancieri di diversi tipi: bimetallici tagliati, interi o in maillechort con spirale autocompensante e, dal 1933 in poi, spirali in NIVAROX con bilancieri ULTRA PRIMA e in seguito SUPERBALANCE.
Per quanto riguarda la sua meccanica è necessario sottolineare come questo modello potesse avere tre differenti tipi di movimento ovvero “Ulta Prima” il meno rifinito e sofisticato,, L’”Extra Prima” con finiture di pregio ma non ai massimi livelli ed infine l’”Observatory Quality” che era il più sofisticato e perfetto tanto da meritare la certificazione di “Cronometro”.
Come già accennato il Prince da polso fu prodotto generalmente in tre varianti di cassa : il
CLASSIC con cassa rettangolare in oro nelle diverse carature , in argento cromato ed in acciaio( molto raro).


Railway oro bianco 18kt:



Il BRANCARD detto anche “Farfalla” con i fianchi svasati realizati in oro nelle varie carature, rari modelli in acciaio o platino , realizzati anche con colorazione mista nei tre colori dell'oro e,in alcuni rari casi, addirittura forniti sulla carrure di sottili finiture di relativo metallo di contrasto definiti appunto “a strisce”.
Infine il RAILWAY con cassa modellata a due o tre scalini, tipo i binari della ferrovia onde il suo nome, sempre in oro nelle diverse carature, in acciaio molto raro ed in oro bianco 18 K. rarissimo.
Un cenno particolare, circa questo aristocratico e bel segnatempo da polso, è necessario per quelle versioni tanto da tasca quanto da polso molto rare, costose, ricercatissime seppur delicatissime di meccanica, comunemente note come “Saltarelli”.





In questi modelli le due sfere di ore e minuti del quadrante venivano sostituite da altrettante finestrelle entro cui, a mò di calendario girevole, si potevano leggere le ore ed i minuti che con il trascorrere del tempo saltavano appunto sostituendosi a vicenda entro le medesime piccole finestre.


La morfologia dei Prince è assai varia e qui corre l’obbligo di fare una specifica rigorosa.
Anzitutto questo modello aveva due tipologie ben differenti l’una da tasca e l’altra da polso.
Negli anni del suo ingresso sul mercato la prima era molto più appetita e richiesta rispetto alla seconda in quanto gli orologi da tasca andavano per la maggiore.
Dei Prince da tasca se ne conoscono tre modelli distinti di cui uno di forma rettangolare con dimensioni…..il celebre “Sporting Prince” che era alloggiato in una custodia di metallo(d’ oro o d’ acciaio a seconda del metallo di costruzione ) con apertura a scatto e generalmente rivestita in pelle.
Per essere ancor più precisi di tale modello ne esisteva anche una seconda versione di dimensioni più piccole comunemente ed impropriamente chiamato “Sporting donna” cui, di sovente, venivano applicati ad ore 6 ed a ore 12 due sottili filetti dello stesso metallo della sua cassa per trasformarlo da tasca in orologio da polso.
Gli altri due modelli da tasca si chiamavano entrambi “Prince Imperiale” ed erano all’epoca i più costosi , esistevano sia nelle tre carature dell’oro, sia in acciaio sia misti ovvero oro giallo e/o rosso ed oro bianco e potevano essere di forma rotonda od a “pera” ovvero con la parte alta molto più rastremata rispetto alla base.
Gli “Imperiale” di qualsiasi metallo fossero costruiti montavano sempre e solo meccaniche di prima qualità ovvero le “Observatory Quality”.

Il modello da polso dopo aver, all’epoca, sedotto tutte le categorie da prima pagina(divi, sportsman,esploratori, militari, aristocratici e politici) conquistò in seguito anche una larghissima fascia di pubblico relegando il suo fratello maggiore da tasca alle categorie più conservatrici e demodè.



Il Prince durante tutti gli anni ’80 del secolo scorso ed in parete anche nei seguenti ‘90 venne ricercato dai collezionisti di tutto il mondo e, nelle Aste Internazionali, fu battuto a prezzi anche da capogiro tanto che, in seguito ed a causa di tutto ciò, fornì un robusto pretesto ad una produzione di falsi o assemblati
da parte di tutti coloro che, privi di ogni tipo di scrupolo, desideravano ottenere guadagni illeciti in quanto disonesti, a spese di eventuali ignari acquirenti che in perfetta buona fede, come sempre accade ,pagavano cifre importanti per pezzi invalidi.

Desideriamo infine aggiungere e sottolineare come , uno tra i modelli più falsificati in quanto massimamente appetito, fu proprio il Prince “Brancard a strisce”.


I primi controlli da effettuare,quindi e per esempio, su di un Prince Brancard riguardano tanto l’originalità e la validità tipologica del suo quadrante quanto della sua cassa che deve, rigorosamente, avere punzonati in un bordo interno della carrure gli ultimi due numeri della matricola incisa esternamente sul fondello.
Mentre il movimento ha una numerazione ripetuta , a volte parzialmente, sui i vari ponti sottostanti, questo per il fatto che ogni orologio veniva rifinito ed adattato obbligatoriamente a mano e spesso i ricambi del medesimo modello non erano compatibili e richiedevano l'abilita' dell'orologiaio per diventarlo.


Da ultimo ma non per ultima qualche considerazione e raccomandazione finale per ricordare di valutare molto, ma molto attentamente questo tipo di affascinante ed oramai raro orologio che, eventualmente, possa venir posto alla nostra attenzione.
Trattandosi in effetti di un modello piuttosto fragile e delicato se ne è stato fatto un uso eccessivo e maldestro o se, peggio ancora, è capitato in mani orologiaie inesperte e brutali può presentare seri ed irrisolvibili danni come casse risaldate malamente , quadranti di fantasia, “strisce” false e surrettiziamente applicate nonché , per terminare, meccaniche false e/o inadatte alle varie tipologie di modelli.
Dunque sempre occhi ben aperti e quando ne è data la felice opportunità sempre fidarsi di esperti ed onesti commercianti che sappiano tenere nel massimo rispetto l’importanza del danaro altrui.

Stefano Mazzariol




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