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sabato 23 maggio 2009

Rolex Left hand











Considerando il periodo di massima produzione
di questi orologi (tra la metà/fine degli anni ’40
fino al primo decennio dei ’50, oltre è infatti improbabile
trovare simili esemplari) e la prevalenza di
Rolex mancini prodotti in oro giallo o rosa con netta
prevalenza dei 18 K., si può, infatti, ipotizzare che i
committenti dell’epoca fossero persone facoltose ed
tanto importanti da potersi permettere, non solo modelli
di massimo costo e prestigio del catalogo Rolex
ma per giunta personalizzati con la modifica a mancino.
Scendendo più nel dettaglio possiamo constatare come
le referenze più utilizzate fossero quelle degli
“ovettoni” (per i tipi 6305 1), dei Date-Just (per i tipi
6605), dei Turn-o-Graph (per i tipi 6309) ed infine dei
rari Day Date, oltre a dei modelli senza data.




Apriamo una piccola parentesi: perché l’orologio da
polso in origine è stato progettato per indossarlo a sinistra?
Percentualmente i mancini sono una minoranza rispetto
ai destrorsi, quindi il braccio destro è in larga maggioranza
quello più usato, più soggetto ad urti ed a
conseguenti rotture nell’uso quotidiano. Da qui l’idea
di progettarlo per l’uso al braccio meno usato e quindi
più sicuro, quello sinistro. Per la stessa motivazione
l’orologio per mancini aveva l’identica ragione di esistere
per chi lo indossava a destra.
In molti casi però si può ritenere che le richieste di orologi
in versione “mancina” arrivassero da clienti eccentrici
e stravaganti che desiderassero qualcosa di unico
e personalizzato da esibire.
Tra i modelli mancini si può trovare qualche rarissimo
modello tutto in acciaio o in metal mist e, ancor più raramente,
qualche modello sportivo (personalmente ho
avuto l’occasione di vedere un Sea Dweller ref 16660
al polso di noto collezionista, reseller ed autore di testi
sull’argomento, ndr).


Dal punto di vista della tecnica esecutiva i “mancini
offrono ben poco dal punto di vista delle innovazioni
tecniche: il movimento è identico così come il fondello;
la cassa ha subito una semplice rotazione di 180° gradi
infatti, si può notare come il seriale sia posizionato ad
ore dodici e la referenza ad ore sei .


Il quadrante presenta qualche problematica in più: non
poteva, infatti, essere semplicemente “ruotato”, come
la cassa, per riportare la finestrella della data nella posizione
canonica ad ore tre, in quanto i piedini del quadrante
non avrebbero più potuto combaciare con la
sede di alloggiamento.


La soluzione è stata trovata modificando
il disco perimetrale di alloggiamento che, oltre
ai fori standard, ha i fori dedicati ai mancini e al
meccanismo della data.



Questa in sintesi è la storia e la tecnica dei Rolex mancini
che costituiscono un’ulteriore tipologia di orologi
Rolex dal fascino innovativo e controcorrente atto a
servire un tipo di clientela sempre più esigente e particolare
di cui la casa coronata è sempre stata un’attenta,
straordinaria e lungimirante precorritrice.


Stefano Mazzariol




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