Etichette

lunedì 9 marzo 2009

Rolex TRU-BEAT


Durante gli anni ‘50 Rolex decise di dedicarsi alla produzione di orologi atti ad un uso professionale così,
insieme agli Explorer, ai Turn-O-graph, ai Submariner, ai Gmt ed ai Milgauss, venne pensato un orologio destinato a chi doveva misurare il tempo al secondo come, per esempio, i medici , gli ingegneri o gli scienziati più in generale : il Rolex Tru -beat ref 6556.

E’ d’obbligo a questo punto e prima di soffermarci in dettaglio sul modello in oggetto una breve dissertazione seppur molto in sintesi sul concetto d’ isocronia nel campo degli orologi meccanici.
La svolta decisiva in merito avvenne nel lontano 1656 quando lo scienziato olandese C.Huygens, partendo da una osservazione di G.Galilei riguardante l’isocronismo oscillatorio del pendolo, riuscì a costruire un orologio a pendolo di estrema regolarità di battito tale, perlappunto, da fornire garanzie isocrone allo scorrere del tempo tali da essere contenute in un errore massimo di 10 secondi al giorno aprendo così la strada alla definitiva ed assoluta precisione nella misurazione del tempo.
Per migliorare ulteriormente le funzioni isocrone di uno strumento a pendolo bisogna,tuttavia, arrivare al 1721 ove un grande fabbricante di orologi, l’inglese G.Graham, riesce a ridurre lo scarto ad un secondo al giorno.
Infine l’ultima grande innovazione circa i meccanismi di precisione dell’orologio si ha nel 1761 quando un falegname ed orologiaio autodidatta ma di grande talento, certo J.Harrison, crea il primo” cronometro marino” con molla a scappamento al posto del pendolo ( per ovvi motivi) che vince il premio messo in palio dal governo inglese per un metodo che consentisse di determinare la longitudine in modo corretto e tramite, appunto, la massima isocronia di uno strumento meccanico consentendo,in tal maniera e durante un viaggio dalla vecchia Europa alle Indie Occidentali,. un mezzo grado appena di scarto.
Harrison, per correttezza e curiosità d’informazione , pur riuscendo in pieno nell’intento ed anzi superando di 10 volte la precisione richiesta dal bando governativo , ricevette soltanto la metà del premio in sterline in palio.
Tornando al nostro argomento, il Tru Beat , è necessario rilevare come questo modello sia stato pensato da Rolex quale strumento di estrema precisione grazie appunto al suo sistema dei “battiti morti” che fu, dalle notizie in nostro possesso, il primo ad essere montato su un segnatempo da polso.
I”battiti morti” furono resi possibili grazie ad un sofisticato sistema meccanico di cui tra breve parleremo e tale da permettere la scomposizione del secondo in modo isocrono e dunque più preciso.



L’Orologio fu sviluppato a partire dal 1954/55 da un modello base Oyster perpetual dal diametro di 34mm con movimento base 1030 modificato e ribattezzato 1040 allo scopo di conferirgli la funzione definita,appunto, come" Secondi morti"; fu prodotto con casse tanto in acciaio che in oro sebbene,in quest’ultima versione, molto meno numerose .




















Per la Rolex ,ove la semplicita' e la robustezza di un orologio son sempre stati e sono a tutt’oggi la priorita ' assoluta, il Tru Beat rappresenta, quindi, uno dei pochissimi esempi di complicazione mai prodotti tanto da risultare non solo molto raro ma anche assolutamente interessante.

ROLEX TRU-BEAT O METROPOLITAN



La modifica meccanica sostanziale risiede nell’avere 2 ancore che lavorano con un unico bilanciere, il primo a 18000 alt/h mentre il secondo a 3600 alt/h, questa riduzione permette alla trotteuse di compiere,come dicevamo, uno scatto al secondo invece di muoversi in maniere omogenea come su tutti gli altri orologi meccanici ed ancora tale da far somigliare il suo moto più simile a quello dei quarzi.
Il suo movimento riporta la scritta 26 rubini, in realta' sono 29 proprio in virtu' di questa complicazione.




E’,tuttavia d’obbligo ed in tutta franchezza, specificare come il Tru-Beat non risponda pienamente alle doti di affidabilita' e robustezza che hanno reso famosa la Maison Coronata in tutto il mondo infatti , nei suoi circa 5 anni di produzione, e' uscita, con intenti migliorativi, anche la referenza 6558 nota per aver montato il celebre cal 1040 B, in cui le sostanziali modifiche apportate al meccanismo dei secondi erano intese a rendere la sua macchina più robusta ed affidabile.


Questo modello venne introdotto sul mercato americano con il nome di Metropolitan in omaggio ed a menzione della compagnia aerea Svizzera Swissair e del suo aereo Convair 440 Metropolitan turbojet.
Ricordiamo ,inoltre, che in quel periodo ormai lontano i voli transoceanici erano un’ assoluta novita' e simbolo di estremo lusso.
Sul mercato si può trovare un discreto numero di esemplari di Tru-Beat privi dell'ancora a 3600 alt /h dato che la riparazione, molto complicata e non alla portatata di tutti i tecnici orologiai, rendendo particolarmente problematici gli interventi permetteva così una prassi molto più semplice ed immediata identica a quella richiesta per un normalissimo O.Perpetual.
Parlando con uno dei piu' importanti e anziani riparatori di Rolex Italia, siamo venuti a conoscenza di come tale orologio sia sempre stato talmente sofisticato da richiedere , su specifica direttiva della Rolex, una revisione con accurata lubrificazione ogni 6 mesi di uso.
Per quanto finora descritto riguardo allla delicatezza della loro macchina questi orologi non hanno avuto il successo di mercato che avrebbero dovuto meritare quindi, seppur prevista anche durante gli anni 60 con il cal 1530, la ref 1020 ( ovvero la successiva) venne abbandonata con il risultato che l’esiguo numero di pezzi prodotti rendono questo modello un pregiato pezzo da collezione che in battuta d’Asta ha raggiunto e può raggiungere quotazioni da capogiro a patto che si trovi in condizioni di totale originalità e correttamente funzionante.
Circa il suo quadrante è opportuno rilevare come la prima serie avesse una tipologia standard da Oyster perpetual con l'aggiunta della scritta identificativa Tru Beat ma, e solo in un secondo tempo, venne realizzato con un tipico quadrante a settori marcato Tru Beat o Metropolitan mentre .la sua cassa, tanto in acciaio che in oro, era la classica Oyster 34mm con corona di carica da 5,3 mm , la sua ghiera era liscia ed il bracciale da 19 mm, rivettato, aveva ref 6635 o 7205 finali 57 infine il vetro era un tropic gruppo 12.
Per chiudre con un commento strettamente personale diciamo che il Tru_Beat è stato e sarà sempre un modello di grande interesse collezionistico per i motivi sopra elencati e nonostante i suoi principali punti di debolezza che risiedono , come già ampiamente osservato, nella sua estrema delicatezza e nella sua scarsa notorietà al grande pubblico di appassionati vintage tale da renderlo un oggetto estremamente di “nicchia”.














Stefano Mazzariol





Nessun commento:

Posta un commento

Stefano Mazzariol

Cerca nel blog

Informazioni personali

La mia foto
Livorno, Tel. +393356681944, Italy
www.vintagewatches.it email : info@stefanomazzariol.it By appointment only: Largo Emanuele Filiberto di Savoia n.°7 Livorno tel.+39 0586 211453

Lettori fissi

Post più popolari

ShinyStat