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martedì 17 febbraio 2009

Rolex Submariner ref.6200 Moana expedition











4 uomini, 4 francesi: Bernard GORSKY –capo della spedizione-, Serge ARNOUX –radio e interprete-, Pierre PASQUIER –capitano e navigatore-, e Roger LESAGE –fotografo e cameraman-.


Quattro uomini che, a bordo della barca battezzata MOANA, hanno fatto il giro del mondo navigando ed esplorando i mari del globo.



Partiti da Saint-Mâlo, in Francia, il 29 giugno 1954 arrivano a Tahiti il 15 luglio 1955 per poi ritornare a Saint Tropez il 27 luglio 1957, dopo aver percorso 44'000 chilometri di navigazione.














Gli scopi della spedizione erano: realizzare il giro del mondo passando da Panama e Suez, esplorare i fondali marini tropicali di tutti i mari caldi, girare un film a colori, raccogliere documenti, scrivere degli articoli e due libri (“Spedizione Moana, Caraibi-Polinesia” e “Spedizione Moana-Il giro del mondo dell’esplorazione sottomarina”). Inoltre i quattro ricercatori vogliono riportare da questo viaggio, della durata prevista di due anni, degli elementi d’osservazione sulla vita sottomarina: murene, cobiti giganti,razze (fra le quali la famosa manta che raggiunge gli 8 metri di apertura alare), barracuda, pescecani.




Il budget iniziale è largamente sorpassato e i quattro avventurieri partono con solo 45000 franchi in cassa e quindici bobine di Kodachrome. Dovranno guadagnarsi in viaggio il necessario per il sostentamento,per girare il loro film, per raccogliere i documenti, e, soprattutto, mantenere MOANA in stato di navigazione.Per questo la pesca diventa il solo loro sotentamento.











MOANA, in polinesiano, significa”l’immensità degli oceani in grandezza e profondità”, Gorsky, Pasquier, Lesage e Arnoux avranno scelto il giusto nome per le loro spedizione?









Gorsky scrisse che essi non potevano giudicare i loro risultati. Sul piano delle conoscenze sottomarine il fatto di essere tornati sani e salvi indica che queste esperienze sono aperte a tutti, anche sotto i mari tropicali. Il futuro avrebbe dato una valutazione ai loro risultati.
Ma una cosa questa avventura ha insegnato: quattro uomini di origini, gusti ed educazione completamente diverse hanno vissuto, sfidando tutto e tutti, per trentasette mesi su di un veliero attorno al mondo, in amicizia e fiducia reciproca confidando solo in loro stessi e nell’equipaggiamento a loro disposizione, fra questo molta importanza hanno avuto i 4 ROLEX “Submariner” che li hanno accompagnati per 37 mesi sfidando mille e una prova , senza mai avere avuto dei problemi e nemmeno una manutenzione professionale.
Gli orologi impiegati erano i Submariner ref 6200, l'unico orologio di casa Rolex impermeabile a 200 Mt disponibile all'epoca.

L'esemplare fotografato e' appartenuto a bernard Gorsky e ceduto dal figlio Claude ad un collezionista che ringrazio per avermi permesso di realizzare questo articolo.




Il 6200 e' stato il primo Submariner a montare la corona brevet da 8mm ,e il vetro maggiorato tropic 17.La cassa era di maggiore spessore rspetto ai suoi precedessori propio per conferirgli maggiore robustezza.






Montave bracciali ref .6636 o 7206 rivettati acciaio , finali 80 o 82 o 382
Il movimento era il cal A296 /10 1/2 ref 765 del diametro di 29, 5mm 18000 alternanze.





Il fondello era di forma bombata caratteristico dei modelli con i cal A 260 e A 296.
Il quadrante era la versione denominata "civile" cioe' a pallettoni, invece del caratteristico quadrante 3 6 9 , questo presumibilmente per aumentarne la visibilita' in immersione.














Il procedimento per realizare questo tipo di quadrante , caratteristico di tutta la produzione sportiva dell'epoca, merita una piccola parentesi.
La base del quadrante veniva immersa in un bagno galvanico per la doratura, dopodiche' con un tampone viene stesa una sostanza chiamata DECAL ad imprimere le scritte e la secondiera. Dopodiche' il quadrante viene trattato nuovamente con un bagno galvanico per stendere il nero, il quale attacca su tutta la superfice del quadrante meno che sul decal lasciando le scritte in oro e dando l'impressione delle scritte "incise".
Viene ora il momento di stampare gli indici in bianco e dopo viene nebulizzato con una vernice trasparente chiamata zapon. L'ultimo passaggio e' per il materiale fosforescente. Le eventuali scritte rosse venivano applicate sopra lo strato trasparente.
La ghiera era bidirezionale in metallo rodiato, con inserto nero diviso a barrette per i numeri dispari e con i numeri per la divisione pari con triangolo trattato con materiale luminoso alle ore 12.
Alla fine della missione, i membri dell'equipaggio erano tenuti a relazionare Rolex sul funzionamento degli orologi e a renderli per far testare le condizioni dopo le decine di immersioni a cui erano stati sottoposti.

Stava poi a Rolex valutare se restituirlo o meno al partecipante all'impresa.







Qua la traduzione in Italiano della lettera:

S P E D I Z I ON E M O A N A

Al Signor Direttore di “ROLEX S.A.”
Ginevra




Signore,
prima della partenza della spedizione MOANA, nel giugno 1954, voi ci avete consegnato quattro cronometri ROLEX “Submariner”.
Questa spedizione, che ha realizzato, con quattro uomini su di un veliero di 10 tonnellate, il “MOANA”, il giro del mondo dell’esplorazione sottomarina, è finalmente rientrata in Francia il 27 luglio 1957, dopo un viaggio di 37 mesi.
Io sono felice di poterle esprimere la nostra riconoscenza e dirle fino a che punto i nostri ROLEX sono stati i nostri più preziosi compagni. Non solo in immersione libera o con scafandro autonomo si sono dimostrai indispensabili, ma anche nella vita di bordo o terrestre il loro automatismo e la loro elevata precisione ci sono stati di immensa utilità.
Noi abbiamo totalizzato più di 1000 immersioni, nei luoghi più disparati del globo, e abbiamo condotto una vita che ha messo le nostre persone ed il nostro materiale a dura prova. Pertanto, le rinvio oggi i nostri quattro orologi ROLEX in perfetto stato di marcia, essi hanno sopportato ciò che è stato loro imposto. Noi consiglieremo a tutti, nel nostro ambiente sotto-marino i ROLEX “Submariner” che, in ogni caso, saranno al nostro polso nel corso delle nostre prossime esplorazioni.
Fatto particolarmente interessante: verso la fine del nostro giro del mondo, il nostro cronometro di bordo non ha più funzionato normalmente e PIERRE PASQUIER, il capitano del MOANA, ha fatto il punto con il suo ROLEX, captando dalla radio il top di Washington come controllo…la sua navigazione è rimasta perfetta, e noi siamo così arrivati a St.Tropez.
Non è il sentimento di riconoscenza per la fiducia che voi ci avete accordato ormai già quasi 4 anni orsono che mi spinge a certificarvi tutto il bene che noi, a bordo del MOANA pensiamo dei vostri orologi, ma bensì il dato di fatto che essi sono perfetti.
Noi siamo a vostra disposizione per la pubblicazione di tutti i documenti concernenti la nostra attività, inclusa questa lettera.

La prego, Signor Direttore, di accettare l’espressione dei miei migliori sentimenti,

BERNARD GORSKY
Capo della spedizione










Stefano Mazzariol





1 commento:

  1. Che storia stupenda)
    Grazie.

    Monegasque

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Stefano Mazzariol

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